Marzo 2011
Passeggiamo con la persona giusta per le strade di periferia, prendiamo a poco a poco l’abitudine di passeggiare insieme ogni giorno. Di tanto in tanto, distratti, ci chiediamo se non stiamo forse passeggiando con la persona giusta: ma crediamo piuttosto di no. Siamo troppo tranquilli, la terra e il cielo non sono mutati; i minuti e le ore fluiscono quietamente, senza rintocchi profondi nel nostro cuore. Noi ci siamo sbagliati già tante volte: ci siamo trovati in presenza della persona giusta, e non la era […].
Per settimane e mesi, passiamo i giorni con la persona giusta, senza sapere: solo a volte, quando rimasti soli ripensiamo a questa persona, la curva delle sue labbra, certi suoi gesti inflessioni della voce, nel ripensarli, ci danno piccolo sussurro al cuore: ma non teniamo conto d’un così piccolo, sordo sussulto. La cosa strana, con questa persona, è che ci sentiamo sempre così bene e in pace, con un largo respiro, con la fronte che era stata così aggrottata, torva per tanti anni, d’un tratto distesa; e non siamo mai stanchi di parlare e ascoltare. Ci rendiamo conto che mai abbiamo avuto un rapporto simile a questo con nessun essere umano; tutti gli esseri umani ci apparivano dopo un po’ così inoffensivi, così semplici e piccoli; questa persona, mentre cammina accanto a noi col suo passo diverso dal nostro, col suo severo profilo, possiede una infinita facoltà di farci tutto il bene e tutto il male. Eppure noi siamo infinitamente tranquilli.” —
Natalia Ginzburg - I rapporti umani (Le piccole virtù, 1953)
allora io sono fortunata.
perchè passeggiando passeggiando me ne sono accorta, che era la persona giusta.
Bianca Balti ha detto che per via di Berlusconi la prendono per il culo il tutto il mondo, essendo una che viaggia. È poi una verità abbastanza incontestabile: non abbiamo fatto lo stesso ai tempi di Bush con tutti gli americani che incontravamo, dopo la terza birra? E va be’. Nemmeno il fatto che Mussolini, come Santanché, abbia in questi anni alternativamente detto che Berlusconi è una merda/dio padre. Sono amiche sua, non mie.
La cosa di cui non mi capacito mai è che Alessandra Mussolini chieda a una società privata nel 2011 di cambiare testimonial. La ragione, il fatto che Balti disprezzi il Presidente del Consiglio, è abbastanza risibile, visto il terribile regime democratico in cui purtroppo dopo il 1945 viviamo. Ma è proprio il gesto, l’idea di impicciarsi nel contenuto (nella creatività) di una campagna pubblicitaria di una società privata, è quello che mi fa dare delle testate contro il muro. Certo, è Mussolini, lo so. Ma che non solo la RAI, ma tutte le società italiane siano soggette ai pareri dei membri del parlamento è una di quelle prospettive che allora andiamo tutti in piazza a festeggiare l’anniversario della nascita della madre del Presidente. E portiamo dei rami d’ulivo.
Voglio meno politica. Molta meno. Voglio più lavoro e meno parole. E voglio che delle cose anche a loro dispiacciano, così come a me dispiace la trapunta con effige gigante del cane Rex che la vicina ha steso ad asciugare, senza che si sentano autorizzati a intervenire, chiedere a gran voce su tutti gli organi di stampa che si prenda della benzina e ufficialmente, ope legis, con celere intervento delle forze di polizia giudiziaria si dia fuoco al pastore felpatino di turno.