Dicembre 2010
L’uomo che brucia (via misantropo)
e, prima:
Cercherò di spiegarmi meglio con qualche esempio pratico. Durante la vostra manifestazione sono stati bruciati alcuni oggetti, e dopo pochi giorni contro di voi si stanno già preparando nuove leggi speciali. Ai responsabili del rogo della fabbrica Thyssen Krupp, nel quale morirono bruciati sette operai, dopo tre anni si sta appena cominciando ad applicare le vecchie leggi normali.
Per quegli oggetti bruciati, avete già subito un’infinita sequela di violente condanne morali, sociali e politiche. I responsabili della strage ferroviaria di Viareggio, nella quale morirono bruciate trentadue persone, non ne hanno ancora subita nemmeno una penale. Uno di loro è stato anche nominato cavaliere, titolo particolarmente significativo nel vostro paese. I responsabili del bombardamento di Gaza, nel quale morirono bruciate centinaia di persone - fra cui molti bambini - hanno ricevuto la solidarietà e l’apprezzamento di coloro i quali oggi vi chiamano terroristi e vigliacchi.
I responsabili del bombardamento di Falluja, nel quale morirono bruciate migliaia di persone, continuano a governare il mondo.
Quindi cari studenti, ecco la prima lezione che la Storia ci impartisce: agli oggetti viene attribuito molto più valore che alle persone.
Leggetelo tutto, grazie: si accettano ipotesi e illazioni sull’identità di CancerMan (che deliziosa scelta di nick, l’Uomo che Fuma di X-files).
(via ze-violet)
Parole sante.
(via emmanuelnegro)
Oro.
(via oneblood)Tommaso Padoa Schioppa ( 23 luglio 1940 – 18 dicembre 2010)
Non posso non rimpiangere uno che diceva cose come questa - e che per questo veniva preso per il culo. Forse ci meritiamo chi, invece, gli sopravvive. (via gravitazero)
ce li meritiamo sì o, almeno, se lo merita chi ha creduto per l’ennesima volta alla barzelletta berlusconiana dell’abbassare le tasse, quando è chiaramente impossibile.
Anzi, un modo ci sarebbe. Basterebbe che le tasse iniziassero a pagarle tutti, a cominciare dall’alto. Ricordiamoci che le buste paga da mille euro (se va bene) dipendono in primis da questa gente qui.
(via novaffanculotu)
già.
-E l’arte?- chiese lei.
-E’ una malattia.
-L’amore?
-Un’illusione.
-La religione?
-Un surrogato alla moda della fede.
-Sei uno scettico.
-No, assolutamente. Lo scetticismo è il principio della fede.
-Che cosa sei allora?
-Definire è limitare.
-Dammi un filo da seguire.
-I fili si spezzano, e potresti smarrirti nel labirinto.” —Oscar Wilde (via thatwasjustyourlife)
«[…] La voce “Guerrilla”, scritta da T.E. Lawrence per l’Encyclopaedia Britannica nel 1929, è disponibile in traduzione italiana negli “Euro” di Stampa Alternativa. Un libretto dal prezzo più che esiguo, poco più di un caffè, eppure non circola quanto dovrebbe. Del resto, gli scritti di Guevara o di Vo Nguyen Giap sulla guerra di guerriglia sono in fondo al dimenticatoio, come l’apologo della tigre e dell’elefante di Ho Chi Mihn. L’arte della guerra di Sunzi è citato da molti, sovente a sproposito. Sconosciuti risultano Il libro dei cinque anelli di Musashi Miyamoto o Le Trentasei Strategie di Anonimo cinese. L’ottava strategia dice di “attraversare il passo al buio”. Nella spiegazione di Thomas Cleary: “Stabilisci un falso fronte, poi penetra nel territorio nemico da altre direzioni”. La quattordicesima strategia dice di “fare uso di un cadavere per evocare uno spirito”. Ancora Cleary: “Non usare ciò che usano tutti, ma ciò che nessuno usa.” Sarebbe a dire: non usare un’opzione abusata e sputtanata e sclerotizzata. Senza andare troppo lontano, molte testimonianze scritte sulla guerra partigiana che si celebra tutti i 25 d’aprile contengono precise istruzioni su come non cadere nella trappola clausewitziana del “contarsi” in vista della battaglia campale, dell’urto frontale risolutore. Riluttanti, tocca combattere in campo aperto, cercando con le code degli occhi vie di fuga (“la fuga non è una sconfitta”), mentre generali allucinati sognano le Termopili. Cercare vie di fuga, daga alla mano, recitando come un mantra la strategia 35, “inganno dei cerchi concentrici”: quando affronti un nemico potente, non concentrare tutte le risorse su una sola linea strategica; mantieni contemporaneamente diversi piani d’azione in uno schema generale. Diversi piani d’azione. Il mondo continua a esistere, oltre i lembi della battaglia campale, oltre la gola dove qualcuno vorrebbe bloccare i Persiani (che intanto – loro sì – applicano l’ottava strategia). La vita è altrove, e la lotta anche. Come diceva qualcuno: la comunità umana è il nostro ghetto di riferimento […]»
da Quadratura dei cerchi concentrici | Giap | Wu Ming
Charles Bukowski
(via apneadiparole)